di Dalia Gallico

Primo Carnera

Mostra del centenario

Primo Carnera

Mostra del centenario

dal 7 novembre 2006 al 28 gennaio 2007

dal 7 novembre 2006 al 28 gennaio 2007

PALAZZO DELLA RAGIONE - Piazza Mercanti, 1 - 20123 Milano

Descrizione

"Nell'Italia del primo quarto di secolo, quando l'altezza media della nostra gente superava di poco il metro e sessanta, in quell'Italia piccola piccola sembrava strano fosse nato un uomo grande grande. Era il tempo in cui i contadini friulani bevevano la grappa per siaperazione, per dimenticare i guai economici e per placare la fame. E come i meridionali, i friulani a bizzeffe se ne andavano via dall'Italia a cercare la loro chance in giro per il mondo. Erano italiani piccoli e poveri, che dalla vita avevano avuto solo sberle. Avevano fatto a cazotti, purtroppo li avevano presi in volto. aevvano bisogno di un redentore, di uno che li risarcisse, di uno che i cazzotti al mondo fosse lui a darli. E' come se i cazzotti che sta imparando a dare sempre meglio, lui li desse a nome di tutti gli italiani che avevano fame e che sono andati a cercarsi il pane in giro per il mondo, a nome dei tanti italianiche erano alti meno di un metro e sessantacinque, a nome degli italiani (quasi tutti) che l'America non sapevano neppure dove fosse. Pochi mimenti della storia italiana del Novecento hanno irradiato una tale gioia e un tale entusiasmo come quel formidabile uppercut stoccato da Carnera a uno Sharkey che era alle corde e in affanno sotto l'azione travolgente del friulano" (Giampiero Mughini) La mostra del centenariointende analizzare la figura di Prima Carnera non solo in quanto atleta e campione, ma attraverso il contesto storico e sociale che ne ha creato il mito, sopravvissuto alla vita stessa dell'uomo. Come, dunque, la storia del mito di Carnera si sovrappone alla storia dell'uomo Carnera, anche la mostra si basa proprio su questa doppia realtà diel campione: reale e virtuale al tempo stesso.

Così in questo gioco di realtà e finzione il percorso si snoda attraverso i temi portanti della vita del gifante friulano (il circo, l'emigrazione, manager, la mafia americana, il ring, il cinema, il fascismo, il fumetto, le scarpe) che, rivissuti grazie alla ricostruzione di set cinematogrfici, offriranno al pubblico un'immagine inedita di questo grande sportivo.

Il visitatore affascinato dalla finzione scenica sarà stimolato ad andare oltre l'immagine di un mito per ritrovare tra i tanti contrasti della vita del campione la splendida figura di un uomo.

Certamente, come nel caso di Modigliani, ha agito anche una componente letteraria, l'aura dileggenda di vite inimitabili. Ma rest6a l'impronta di una forma concepita con un crattere così distinto e distintivo da restare nella mente per sempre. In Tamara de Lempicka si coniuga la sintesi della forma e del colore del Rinascimento italiano, e l'immediatezza delle immagini pubblicitarie dell'epoca Decò. Dopo le avnguardi cubiste e futuriste, il rapel à l'ordre del De Chirico metafisico si definisce nell'esperienza di "valori plastici" di Mario ed Edita Broglio e nelle parallele esperienze del realismo magico del Novecento e di artisti come Casorati, Oppi, Donghi. Ed è, infatti, in Italia che si afferma il gusto cosmopolita di Tamara de Lempicka, Artista polagga proposta da Filippo Tommaso Marinetti, ormai più accademico che avanguardista. Tamara de Lempicka traduce in una lingua intenazionale, affermando il primato della donna, tra seduzione e femminismo, lo stile italiano. Ed è proprio con lei che stile e moda coincidono, inaugurando la visione che ha consacrato gli stilisti come artisti. Non è senza significato che la prima affermazione della Lempicka, nel 1925, sia stata a Milano e a non a Parigicon la conseguenza di rendere più consistente la "forma" della sua opera. Fp0rma italiana, gusto internazionale. E la consacrazione della moda come arte. L'influenza ella Lempicka non è soltanto legata alla pittura, ma al costume in senso lato, ed è analoga a quella di Oscar Wilde e Gabriele Dannunzio. In qualche misura, essa porta a compimento, raccogliendone il testimone, la ricerca, nutrita di esperienza mondana, di Giovanni Boldini, anche con maggior efficacia, riuscendo a trasferire unori, vizi e nevrosiin una cifra definitiva, in una forma prevalente. Basterebbe vedere l'autoritratto di Tamara alla guida della Bugatti verde, immagine dominante sulla copertina ella rivista tedesca di moda Die Dame, per intendere la rivoluzione femminista e conservatrice dell'artista. In quest'immagine che ciude le prime intuizkioni futuriste sul mito della macchina, si propone una coincidenza tra donne e automobile confermando la suggestione danunziana dell'automobile come femmina, mentre nel manifesto futurista era declinata al maschile Tamara femminilizza il mondo, come più tardi Botero (fenomeno di affermazione popolare non dissimile) lo ingrasserà. Con lei la donna, sempre regale, diventa definitivamente il centro del mondo. Lo domina, lo conquista, come mai prima era stato pensato o sperato. Neppure Frida Kahlo si spinge così avanti, contrastando senza prevalere, se non sul piano della sensibilità, il maschio che la affianca. Tamara è sola e la sua solitudine è la sua grandezza.
Essa si impone, senza condizioni, davanti e sopra noi.
Vittorio Sgarbi
Assessore alla Cultura
Comune di Milano
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Gallery

Le immagini più rappresentative dell'esposizione

Sponsor

Archivio Alinari

Archivio Farabola

Biblioteca Sormani

Centro Documentazione

La Gazzetta dello Sport

Fondazione 3M

Promotori

Ministero Politiche Giovanili e Attività Sportive

Primo Carnera Foundation

La Gazzetta dello Sport

Fondazione DNArt

Federazione Pugilistica Italiana

con il sostegno di:
Ministero Affari Esteri, Ministero Beni e Attività Culturali, Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Panathlon Internazionale, Ente Friuli nel Mondo, Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali, Regione Lombardia, Regione Lazio, Provincia di Milano, Provincia di Roma, Comune di Milano e Comune di Roma

sotto il patronato di:
Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ministero Politiche Giovanili e Attività Sportive, Ministero Affari Esteri, Ministero Beni e Attività Culturali